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LUCANIA

Lucania-Food nasce dall’idea di una coppia di giovani lucani di far conoscere i sapori e le tradizioni di una volta della Basilicata, ossia la Lucania, nome che ricorda l’antico popolo che lo abitava, i Lucani.


Una regione dalle moteplici sfaccettature e sfumature, come la sua cucina. La regione si affaccia sia sul Mar Tirreno che sul Mar Ionio, questo permise la penetrazione sia dei popoli d’Oriente che d’Occidente, facendo si che le tradizioni culturali e culinarie di diversi popoli (Greci, Sanniti, Romani, Barbari, Bizantini, Normanni e tanti altri ancora) si fondessero.


Tutto ciò, ovviamente, ha lasciato dei segni anche in ambito gastronomico: pensiamo agli Enotri che insediarono i primi vigneti, gli Svevi che coltivarono il rafano (ancor oggi coltivato in Val d'Agri e molto utilizzato nella gastronomia locale), gli Arabi che portarono le arance, il gileppo, l'uva sultanina e le mandorle, gli Spagnoli che importarono dalle Antille il peperone di Senise (che si è guadagnato l'IGP).


La gastronomia lucana è ricchissima di varietà di prodotti che si distinguono per la loro bonta’ e qualità, prodotti molto rinomati anche a livello europeo e sicuramente presto anche mondiale. Come la lucanica, chiamata così per le sue origini proprio lucane.


Si tratta di una salsiccia di carne di maiali allevati allo stato semi-brado. La carne, pezzi di spalla e ritagli di coppa, viene lavorata a punta di coltello, quindi viene arricchita con semi di finocchio selvatico e peperoncino rosso in polvere ed insaccata in budello.


La varietà di salumi non finisce certo qui, si aggiungano la soppressata, la salsiccia stagionata, le schiacciate, capicolli, pancette tese, affumicate o arrotolate, ventresche e guanciali, prosciutti stagionati e spalle affumicate.


Anche per quanto riguarda il settore caseario la Basilicata si può definire una regione molto ricca, grazie soprattutto alla diffusione della pastorizia che in questa terra ha trovato e trova ancora pascoli incontaminati.


Sono molteplici i prodotti tradizionali che appartengono proprio a questa categoria, e citiamo solo i più celebri: il pecorino canestrato di Moliterno IGP, il pecorino di Filiano DOP, il Caciocavallo podalico DOP, le burrate, i caprini stagionati.


Vi sono altri prodotti d’eccellenza, i più rinomati sono i fagioli di Sarconi IGP, la melanzana rossa di Rotonda DOP, i peperoni di Senise IGP, senza dimenticare l’ottimo olio extravergine di oliva DOP e le varie conserve, dai funghi, ai peperoncini , dai pomodori secchi alle melanzane, i peperoni ripieni e tanti altri.


E poi, l’Aglianico del Vulture, che per la sua fama sarebbe addirittura superfluo parlarne.
Il più nobile e importante dei vitigni del sud e tra i migliori rossi italiani.
Un vino DOC del vitigno Aglianico, la cui produzione è consentita sol nella zona del Vulture, in provincia di Potenza.


Abbiamo, inoltre, una gran varieta’ di liquori dal famoso Amaro lucano, al meloncello ,al limoncello e cosi’ via.


Infine ultimi, ma non per importanza, i prodotti da forno, una presenza forte nella gastronomia lucana.
In ogni paese si possono trovare biscotti e dolci legati alla tradizione come taralli, biscotti dolci e salati, con la glassa o le mandorle, insaporiti con origano o peperoncino, torte artigianali e focacce.


Un discorso a parte merita il pane, rigorosamente cotto in forni a legna, e che ha anch’esso diverse varianti legate al territorio di produzione; in alcune zone viene preparato con farina di grano duro, in altre con farina di grano misto a farina di crusca o misto alle patate, integrale o con erbe aromatiche, con il miele o con le uova.


Qui si parla, insomma, di prodotti tutti di un grande spessore e con un livello qualitativo eccellente, al punto che non si contano nemmeno più quelli che ottengono riconoscimenti e certificazioni (DOC, IGP, IGT, DOP).